TFF: Giampilieri torna sotto i riflettori nel cortometraggio dal titolo Fango di Daniele Gonciaruk

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Il conto alla rovescia è iniziato, e tra pochi giorni si taglierà il nastro della settantaduesima edizione del Taormina Film Festival. Tra le novità di quest’anno spicca il Concorso Cortometraggi-Sguardi di Sicilia. E proprio in questa categoria il 14 giugno alle ore 16.00 presso la Casa del Cinema di Taormina, sarà presentato il nuovo documentario di Daniele Gonciaruk, dal titolo Fango.

È un cortometraggio che non racconta La Sicilia da cartolina, al contrario pone sotto i riflettori la parte più fragile dell’isola, quella che si piega ma non si spezza. Un’isola che quando viene martoriata da catastrofi naturali non si ripiega su sé stessa per piangere e autocommiserarsi, ma raccoglie le proprie forze, si rialza e va avanti portando nel cuore l’immane dolore per la perdita dei propri figli.

Per Gonciaruk si tratta di un ritorno particolarmente significativo: proprio al Taormina Film Festival debuttò alla regia cinematografica nel 2012 con il film indipendente “Storie Sicilian Comedy”. Oggi torna nella stessa kermesse con un’opera profondamente sentita dedicata a una delle più grandi tragedie legate al dissesto idrogeologico in Sicilia.

Già autore del documentario “Turi Ferro – L’ultimo Prospero”, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2019, attore noto al pubblico per numerose interpretazioni cinematografiche e televisive – tra cui quella di Nino Bixio nel recente “L’Abbaglio” di Roberto Andò – e da anni attivo anche come regista teatrale, Gonciaruk pone al centro del suo nuovo lavoro l’alluvione che il 1° ottobre 2009 devastò il villaggio di Giampilieri, frazione collinare di Messina, causando 37 vittime e lasciando dietro di sé una ferita ancora aperta nella memoria collettiva.

Attraverso un viaggio tra passato e presente, il regista torna sui luoghi della tragedia a diciassette anni di distanza, intrecciando testimonianze, memoria personale e immagini girate all’epoca dei fatti. “Fango” nasce infatti anche da un prezioso archivio personale rimasto sepolto per anni: riprese realizzate dallo stesso regista nei giorni immediatamente successivi al disastro superando divieti e difficoltà logistiche, che restituiscono una testimonianza diretta e autentica di quanto accaduto.

Suoni, voci e immagini sono assolutamente originali. Persino il rumore dei tuoni è reale, registrato dagli stessi abitanti delle zone colpite. Le interviste ai sopravvissuti si inseriscono nel flusso emotivo del racconto come frammenti di memoria: voci spezzate, esitazioni, ricordi confusi che restituiscono tutta la dimensione umana della tragedia.

“Dentro questa tragedia emerge una verità tanto semplice quanto brutale: la natura torna sempre a reclamare il proprio spazio – dichiara Gonciaruk – Si impone con una forza primitiva contro l’illusione del controllo umano, inghiotte case, sradica certezze e mette a nudo la fragilità delle nostre costruzioni, fisiche ed emotive».

«Questo lavoro non cerca colpevoli né eroi – prosegue il regista -. Restano mani sporche di fango, occhi attoniti, oggetti quotidiani trasformati in simboli e la ricerca ostinata di una possibile rinascita».

“Fango” è prodotto da Officine Dagoruk con la collaborazione tecnica di LaserFilm e il contributo di Rai Teche.

 

 

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