Grande partecipazione di pubblico, domenica scorsa, all’inaugurazione di Galla, la nuova scultura dell’artista Nino Abbate, ideata nel corso della “sua” Residenza d’Artista avuta luogo dal 15 ottobre al 15 novembre 2025 nel Giardino di Salva, adiacente al Museo Epicentro.
Dopo una breve introduzione dell’autore, che ha reso omaggio al Giudice Antonio Franco Cassata, ex Procuratore Generale di Messina recentemente scomparso, noto per la sua lunga carriera e il suo impegno culturale, in particolare con la sua dedizione al Museo Etnostorico “Nello Cassata”, la parola è passata all’architetto Andrea Cristelli, docente di Storia dell’arte e Presidente dell’Associazione Culturale GALLERIA PROgetto CITTA’ che si occupa di promozione del patrimonio culturale.
L’attenzione si focalizza immediatamente sulla qualità dell’espressione artistica di Nino Abbate, sul linguaggio arcaico e sulla sua cifra stilistica. Nino Abbate, scultore, trova sempre modo per radicare le origini del suo pensiero nella cittadina di Gala, periferia urbana posizionata sulle colline barcellonesi ma grande centralità culturale in perenne fermento.

Come afferma il prof. Cristelli, la “sua” Residenza d’artista ha rappresentato una nuova occasione per riflettere sui concetti di realtà e bellezza attraverso la visione del sogno, dell’utopia che Nino Abbate puntualmente riesce a generalizzare.
Per Nino Abbate la Residenza d’Artista è una riflessione autoreferenziale, autofinanziata, autoregolamentata e autogestita, in totale autonomia creativa che si avvale per condividerne i contenuti della comunicazione social. Una critica concreta al sistema dell’arte, ma anche un’occasione per misurarsi, stimolarsi, e darsi una scadenza per realizzare un’opera scultorea da un monolite che attendeva da tempo di essere animato, dopo essere stato scelto nel territorio di Montalbano Elicona (Me), luogo di culto e di memoria storica, segnato dai Megaliti dell’Argimusco, attenzionati da numerosi studiosi internazionali.
Un video realizzato da Gianluca Abbate ha raccontato la genesi e lo sviluppo dell’azione performativa che ha sfidato le intemperie. Anche il video rimane una importante testimonianza che implementa il fondo immateriale del Museo. Afferma Cristelli nel testo di presentazione: “La Residenza d’Artista di Nino Abbate è un’occasione culturale in più per il Museo Epicentro di Gala nella città di Barcellona Pozzo di Gotto, una nuova acquisizione in collezione, un nuovo evento, nuove testimonianze scritte, nuova opportunità per la società civile che vuole vivere una rinnovata esperienza estetica.”

Una nuova storia legata ad una nobildonna di Gala raccontata attraverso la scultura che egli stesso definisce nuova “Architettura della forma”. La fantasia di Nino Abbate ci dona una storia che sfida le carte geografiche territoriali, mette in gioco le origini della città la cui economia era principalmente basata sul commercio e sulle lavorazioni degli agrumi, e Galla ne era una rappresentante. “Una donna siciliana timida ma forte, di poche parole e comportamenti severi; una possente presenza corporea le dava autorevolezza già per come si presentava. Nascondeva però un difetto non immediatamente visibile che la rendeva inquieta. Il suo seno, che oltre ad essere prosperoso era deforme, motivo per cui non prese mai marito, certamente per eccesso di pudore, forse vergogna.”
In ultimo è stata svelata la scultura: un tripudio di emozioni per i presenti. Una scultura che sfida le qualità peculiari della pietra dura di Montalbano Elicona per farsi spazio. Farsi spazio non solo in maniera figurata ma anche fisicamente, generando una spazialità complessa, interna, frutto di intuito oltre che di tecnica e fatica fisica.
La scultura mette a dura prova l’artista che fino alla fine non sa mai se completerà l’opera e Nino Abbate nonostante la consapevolezza, ha voluto mettersi in gioco sportivamente, ancora una volta, sfidando sé stesso. Potere, fragilità e disagio, sono le tre parole chiave per interpretare la produzione attuale di Nino Abbate.
L’intelligenza e l’amore per i gatti sono probabilmente un omaggio alla Sua compagna d’arte e di vita Salva Mostaccio. Il caduceo bronzeo citato da Nino Abbate nel testo che contestualizza la sua nuova scultura e che ha caratterizzato la sua Residenza d’Artista richiama il caduceo bronzeo antico reperto archeologico, forse proveniente dall’antica città sicula di Longane, rintracciato nell’attuale Barcellona Pozzo di Gotto. Il caduceo e l’ossidiana diventano valore aggiunto che completano la narrazione della scultura di Nino Abbate rendendo omaggio alla storia di Gala, che precede le origini della città di Barcellona Pozzo di Gotto, anche se si conferma “città distratta” spesso disattenta e assente che forse non merita tanta dedizione all’arte.

































