Messina. Il Collettivo Messina Scrive replica all’Assessore Caruso

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Continua la disputa tra l’Assessore Caruso e il Collettivo Messina Scrive nata, nei giorni scorsi, a seguito della pubblicazione di un avviso di carattere culturale pubblicato dal Comune di Messina relativo agli spazi culturali e al lavoro degli operatori culturali, tra i quali si annoverano anche artisti e scrittori; lavoro che ancora, nel 2026, viene inteso dalle istituzioni come “passione” e pertanto trattato come tale. A tale riguardo riceviamo e pubblichiamo la replica del Collettivo Messina Scrive.

Caro Assessore Caruso, Messina Scrive è contentissima della possibilità che il Comune metta gratuitamente uno spazio a disposizione di un autore, di un’associazione o di un cittadino che desideri organizzare autonomamente una presentazione o un’iniziativa culturale.

Il problema è che l’avviso pubblicato dal Comune non parla affatto di questo. Ma soprattutto, ed è cosa più grave, che per quelle attività che il bando della manifestazione di interesse per “Messina città che Legge” chiede espressamente di espletare gratuitamente, siano stati ottenuti dei fondi.

Come si legge nel vostro comunicato del 1 luglio, disponibile sul sito del Comune, « Il Comune di Messina è tra i tre vincitori nazionali della Sezione 5 – Comuni con oltre 100.001 abitanti del bando “Città che legge” 2025, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura nell’ambito del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura 2024-2026. Con un punteggio di 65, Messina si è classificata al terzo posto della graduatoria nazionale, ottenendo un finanziamento di 69.938 euro destinato alla realizzazione di un progetto integrato per la promozione del libro e della lettura».

Quindi, se abbiamo capito bene, lei chiede a noi di lavorare gratis per svolgere mansioni per le quali il Comune è stato finanziato. A cosa serviranno, allora, quei soldi, se gli operatori non verranno pagati?

“Questo risultato” si legge nello stesso comunicato “rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale nella valorizzazione delle politiche culturali e nella costruzione di una rete territoriale capace di coinvolgere biblioteche, istituzioni scolastiche, associazioni culturali, operatori del settore e realtà del Terzo settore. È la conferma che investire nella cultura e nella lettura significa investire nella crescita della comunità, nell’inclusione e nelle opportunità per le nuove generazioni”, dichiara il sindaco Federico Basile. Il bando, riservato ai Comuni che hanno conseguito la qualifica di “Città che legge” per il triennio 2024-2025-2026, finanzia iniziative volte a creare un ecosistema locale favorevole alla lettura attraverso percorsi condivisi, attività culturali diffuse e progetti rivolti a cittadini di tutte le età.  

Il finanziamento ottenuto conferma la capacità progettuale del Comune di Messina e rafforza il percorso avviato negli ultimi anni per promuovere la cultura come leva di sviluppo del territorio, favorendo la partecipazione attiva della cittadinanza e l’accesso diffuso ai libri e alla conoscenza. Nei prossimi mesi saranno presentati il programma delle attività e il calendario delle iniziative previste dal progetto, che coinvolgeranno l’intera città in un percorso condiviso volto a valorizzare la lettura come bene comune e strumento di crescita culturale e civile. (fonte: Comune di Messina, 1 luglio 2026)”

 Nel comunicato istituzionale del 25 settembre, quello del bando, si legge chiaramente, sì, che la manifestazione di interesse serve a raccogliere proposte culturali «da inserire nel programma della Biblioteca Comunale “Tommaso Cannizzaro”», e si sottolinea a chiare lettere che l’obiettivo dell’Amministrazione sarebbe valorizzare la Biblioteca attraverso «un calendario coordinato di eventi e laboratori». Vengono esplicitamente indicati laboratori di lettura, narrazione e scrittura creativa, gruppi di lettura, attività didattico-creative e presentazioni di libri. Per poi specificare che queste proposte «non prevedono alcun compenso» e che saranno selezionate tenendo conto della «qualità dell’offerta» e della loro coerenza con le attività della biblioteca.

Assessore, noi, l’avviso, che veniamo interpellati per lavorare senza compenso, lo abbiamo letto.

Che le attività laboratoriali sarebbero entrate nella programmazione della Biblioteca e che non sia previsto nessun compenso è dichiarato espressamente.

E prendiamo come una provocazione quello che lei, sulla sua pagina social ufficiale, ci risponde in chiusura: «𝗔 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶:

– Lasciare l’avviso aperto solo a chi ha ben interpretato le intenzioni espresse;

– Ritirare l’avviso e lasciare le cose per come stanno».

Che suona terribilmente contrario ai principi di oggettività nella selezione, nonché a quelli della Costituzione, che un’amministrazione meritevole di cotanto denaro pubblico dovrebbe garantire a tutti i cittadini, compresi quelli dissidenti.

Assessore, le parole contano, soprattutto quando si tratta di un avviso pubblico. Soprattutto le parole di chi, per il ruolo che ricopre, è ricompensato con denaro pubblico.

Aspettando la sua replica, o meglio ancora un tavolo di confronto, porgiamo cordiali saluti.

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