Il Teatro Stabile di Catania ospita il debutto dello spettacolo R.U.R. – Rossum’s Universal Robots

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È tutto pronto, al Teatro Stabile di Catania, per il debutto dello spettacolo dal titolo R.U.R. – Rossum’s Universal Robots di Karel Čapek, in scena domani,23 gennaio, presso la Sala Futura, alle ore 17.30.

 La pièce – spiega la regista Cinzia Maccagnano –inizia come una commedia dell’assurdo per poi evolversi in un dramma pieno di inquietudine: in un’isola immaginaria, che è l’ombra di Utopia, alcuni ingegneri hanno dato vita a un progetto di convivenza tra umani e robot nell’ambizione di dare agli uomini una vita priva di fatiche.

Come spesso accade però, la smania di ampliare sempre più gli orizzonti della scoperta sfugge, nelle sue conseguenze, al ‘potere’ degli esseri umani e la microsocietà dei robot, ai quali è stato innestato un misterioso “cip” del dolore, si organizza per sovvertire l’ordine, per ribellarsi a quella che a tutti gli effetti è una schiavitù già contenuta nel nome – dal ceco robota che significa lavoro forzato.

Ecco, dunque, che il prevedibile finisce dove inizia l’accadere che deflagra in nuove inimmaginabili possibilità. Così l’esaltazione della scoperta che anima i protagonisti lascia il posto alla paura e allo smarrimento. ‘Ci ucciderete?’ chiedono gli umani, ‘Stiamo decidendo’ rispondono i robot. – e conclude dicendo ancora – Oggi ci troviamo nel bel mezzo di cambiamenti epocali, e in noi si alternano entusiasmo e sgomento. Siamo sempre come il primo uomo di fronte al fuoco. Il progresso, specie quello tecnologico, ci esalta, ci stupisce, nella misura in cui pensiamo di avere il controllo sulla sua azione.

E soprattutto è inarrestabile perché strettamente connesso alla spinta che ha l’essere umano verso la scoperta e la conoscenza. Ma l’ignoto è infinito, sulla Terra come nell’universo, come nel fondo di noi stessi. Nella resa scenica dell’adattamento di Ottavio Cappellani, che ha asciugato il testo originale lasciando emergere maggiormente i colori contrastanti dei personaggi, abbiamo inserito aspetti tecnologici, ma non abbiamo tralasciato di mostrare la materia del teatro. Così, la scenografia bunker/fabbrica/circuito si lascia ‘invadere’ dalle proiezioni e si svela, poi, per ciò che è: uno scheletro di legno, che non nasconde bensì mostra un reale ancora meno rassicurante. Abbiamo tentato di accostare il fantasioso scenario proposto da Čapek a quello che stiamo vivendo e ci siamo posti gli stessi interrogativi. Alla fine, come in una messa a fuoco, quello che sembrava in primo piano, i robot, si fa sfondo e resta l’Uomo”.

A dare corpo al testo, scritto più di un secolo fa, un grandioso cast composto da Agostino Zumbo, Evelyn Famà, Rita Fuoco Salonia, Marina La Placa e Franco Mirabella.

Queste le premesse di uno spettacolo che saprà emozionare gli spettatori sin dalle primissime battute.

La pièce andrà in scena anche sabato alle ore 20.45 e domenica in doppia replica alle ore 18.00 e alle ore 21.00 per un weekend in cui le emozioni saranno le vere protagoniste.

 

 

 

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