Conversando con…la violoncellista Diletta Fosso

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In occasione dell’uscita del suo nuovo brano dal titolo belli/e abbiamo avuto l’opportunità di intervistare la più giovane violoncellista del panorama musicale, Diletta Fosso, 16 anni appena compiuti, che attraverso una breve conversazione ci ha parlato del suo mondo, fatto di musica, di vita e di occasioni che vanno colte.

Musica classica o musica pop, in quale di questi generi ti riconosci maggiormente?

“Onestamente non riesco a scegliere e forse è proprio questo il bello! La musica classica mi ha insegnato la tecnica, la profondità, il rigore… ma il pop mi permette di raccontare storie che parlano a tutti, di usare parole che arrivano dritte al cuore. Non voglio rinunciare a nessuno dei due mondi, voglio essere un ponte, portare la bellezza del classico nella freschezza del pop”.

Nell’ultimo tuo brano dal titolo Belli/e parli degli adolescenti che vengono bullizzati anche online, che molto spesso sono vittime di pesanti conseguenze. Da qui la domanda: tu da adolescente come vivi il mondo che ti circonda?

“Vivo un mondo pieno di contraddizioni. Da un lato ci sono opportunità bellissime, possiamo connetterci, imparare, creare… dall’altro c’è questa pressione assurda di dover essere sempre perfetti, sempre “belli/e” con i filtri giusti. Io cerco di muovermi in questo caos con autenticità, anche se non è sempre facile. Per questo scrivo canzoni, perché credo che essere critici su queste cose sia il primo passo per cambiarle”.

Da cosa traggono ispirazione i tuoi brani? C’è un cantante al quale ti ispiri? Se sì chi è, e per quale motivo?

“Dipende dal momento! Adoro artisti che sanno unire poesia e impegno sociale come De André, mi piace Elisa; ascolto dai Nirvana a Billie Eilish, dai Beatles a Olivia Rodrigo. O anche Willow. Ogni canzone che ascolto mi insegna qualcosa. Ma l’ispirazione più grande è la vita: una foto che mi colpisce, una conversazione, anche solo il vento che sale mentre sono in viaggio”.

Violoncellista oppure cantante pop; come ti vedi tra 10 anni?

“Mi vedo ancora con Alfred, il mio violoncello, su palchi più grandi. Sogno di poter portare la mia musica in giro, di creare un album che arrivi alle persone, magari che faccia riflettere. Voglio essere una cantautrice che non ha paura di dire le cose, che usa la sua voce per lanciare messaggi positivi. E chissà, magari collaborare con altri artisti!”

Chi è Diletta Fosso? Descrivi te stessa in tre parole.

“Curiosa, idealista, determinata”.

E infine, cosa rappresenta per te la musica e quando hai capito che questo era ciò che volevi fare nella vita?

“La musica è il mio modo di respirare, di dare senso a tutto quello che sento. È come se avessi dentro un vulcano di emozioni, pensieri, domande sul mondo… e la musica è l’unico modo per farli uscire. Ho capito che era la mia strada quando ho realizzato che scrivere canzoni non era più solo un passatempo, ma una necessità, come se non potessi fare a meno di raccontare, di gridare al mondo che possiamo essere migliori, più liberi, più veri. La musica è il mio megafono per dire: “Ehi, cambiamo le cose insieme!”

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