L’Istituto Superiore Medi di Barcellona Pozzo di Gotto ha ospitato ieri un progetto artistico-culturale, ideato e curato dalla docente di storia dell’arte Daniela Celi, e diretto alle classi quinte. Protagonista il Museo Epicentro.
L’obiettivo era quello di porre l’attenzione sull’Arte Contemporanea come potente strumento di comunicazione, di analisi critica della società, di riflessione etica e di denuncia, partendo dall’approccio diretto con l’opera “La voce del silenzio” dell’artista barcellonese Nino Abbate.

L’opera di Nino Abbate è un ’installazione che vuole essere un “grido” contro la guerra, la denuncia del dramma vissuto dalle popolazioni colpite a morte, soprattutto l’assurda morte di tanti bambini, vittime silenziose, mentre i potenti “stanno a guardare”. Intento dell’artista è dare voce al silenzio, scuotere la coscienza collettiva.
L’evento si è svolto in due fasi: in un primo momento l’incontro in aula magna, ove la docente di storia dell’arte, Daniela Celi, ha relazionato sul lungo percorso artistico di Nino Abbate e della moglie Salva Mostaccio, e sul loro comune progetto che ha dato vita al “Museo d’Arte su mattonelle Epicentro”; un luogo che custodisce un’immensa collezione dei principali esponenti storici dei movimenti e delle tendenze dell’arte in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri.

Durante l’incontro è stato proiettato il video “Parole” del fotografo Angelo Gianluca Abbate, figlio dell’artista, che fa parte integrante dell’installazione.
Il secondo momento ha visto la Performance d’Arte in diretta. Nello spazio della palestra l’installazione posta al centro, formata da una mattonella d’arte di Virginia Ryan con lumini accesi ed un incensiere è stata trasformata in Performance grazie alla partecipazione attiva degli studenti.
I ragazzi recandosi ordinatamente al centro hanno letto tutti i nomi e dato voce a quei poveri bambini vittime innocenti pronunciando ciascuno una frase significativa, come se fosse il bambino a parlare.
Successivamente, tra le doghe hanno posto dei lumini accesi e dei fiori bianchi, dando vita ad un momento molto suggestivo, emozionante e commovente, che ha coinvolto tutti in un rito celebrativo dal profondo valore spirituale e dal forte messaggio sociale, ossia “FERMIAMO LA GERRA”.

Durante l’evento sono state recitate delle poesie inerenti al tema della guerra, una di Salva Mostaccio dal titolo” Scarpette bucate” ed una di Bertold Brecht dal titolo “I bambini giocano alla guerra”.
Ancora una volta l’arte e gli artisti del Museo Epicentro fanno sentire la loro voce sui mali che stanno distruggendo il mondo.





























