Conversando con Amanda Sandrelli alias Lisistrata…al Teatro V. Emanuele

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In  occasione dello  spettacolo Lisistrata che da domani sera alle ore 21.00 (con replica sabato alle ore 21.00 e domenica 17.30) sarà in scena al Teatro Vittorio Emanuele, nella nuova veste proposta dal regista Ugo Chiti,  allietando cosi il weekend della Città dello Stretto, proponiamo un’intervista ad Amanda Sandrelli, protagonista  della commedia di Aristofane.

Lisistrata è una bella figura di donna?

«Lisistrata è una delle prime figure di donna e mette in discussione la figura dell’uomo in chiave ironica. Il testo di Aristofane è molto divertente. Uno sciopero del sesso messo in atto dalle donne per costringere gli uomini a terminare la guerra. Lisistrata mette in discussione il potere maschile in una presa in giro del potere maschile. Non è una figura femminista, è una visionaria, una matta, sicuramente una donna libera, soprattutto è una stratega».

Come ne escono gli uomini? Anche in una declinazione attuale, visto i tanti fatti di cronaca legati ai femminicidi.

«Il testo suggerisce tanti pensieri sul rapporto uomo e donna. L’uomo ne esce ridicolizzato e quando è così diventa feroce. Il fatto di essere offeso lo rende pericoloso. Rispetto alla violenza c’è un discorso molto profondo nello spettacolo. La violenza è una cosa spaventosa e rende necessario capire come si può spezzare questa catena di violenza maschile. Si deve parlare agli uomini e alle madri come mamme dei maschi».

Come vede l’universo femminile oggi?

«Le cose sono cambiate rispetto al passato, le donne oggi sono indipendenti, si mantengono, hanno tanta emancipazione, anche se c’è tanta strada da fare. L’uomo è in difficoltà e tanti femminicidi lo dimostrano. Hanno solo creduto di possedere le donne e quando questo possesso gli viene negato uccidono. Non è amore»

Questo spettacolo può servire?

«Uno spettacolo non inverte la rotta, ma può aiutare a far parte di questo cambiamento. Economicamente e mentalmente le generazioni più giovani dovrebbero essere un passo avanti ma in realtà questo non succede. Si deve scardinare il modo ignorante di vedere la donna sempre in un certo modo per le sue caratteristiche fisiche»

Come è stato l’approccio con questa Lisistrata a firma di Ugo Chiti e con gli attori di Arca Azzurra?

«Mi piace fare questa Lisistrata con Ugo e Arca Azzurra con cui mi trovo benissimo. La base dello spettacolo è come lo richiede Aristofane: sarcastico, comico, direi a tratti “pornografico” (l’uso dei falli eretti come simbolo del potere maschile, indicato e obbligato da Aristofane). Poi Chiti ci ha messo tanto del suo, soprattutto nella seconda parte e nel finale, tutti i ruoli sono bellissimi. Chiti ha una bella scrittura ed è facile tramite lui approcciarsi al testo».

Amanda Sandrelli è Lisistrata?

«Ho la vis polemica che ha lei e sono anche molto orgogliosa, ma non sono una stratega perché la strategia non mi piace. Dare qualcosa, spesso, è più importante che ottenerla. Lisistrata usa i suoi mezzi di donna per ottenere la pace. Amanda non è una stratega. In generale, però, ho rabbia verso tutte quelle donne che non tengono la barra dritta e che si adeguano al pensiero maschile senza alzare un dito.

Al suo fianco un grandioso cast composto da Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda ed Elisa Proietti.

 

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