Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek sbarca al Teatro Vittorio Emanuele

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Ferzan Ozpetek firma la sua prima  regia teatrale portando sul palcoscenico l’adattamento di Mine Vaganti, e al Teatro Vittorio  Emanuele e si accende un weekend d’autore. A dare corpo e voce alla storia un grandioso cast costituito da Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e Simona Marchini.

Molte le cose che sono cambiate dalla trasposizione cinematografica a quella teatrale, a cominciare dall’ambientazione che non è più il Salento ma Gragnano, un posto dove un coming out ancora susciterebbe scandalo. Rimane la famiglia Cantone, proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità la direzione dell’azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verità.


Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo.
Le emozioni dei primi piani hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole; i tre amici gay sono diventati due e ho integrato le parti con uno spettacolino per poter marcare, facendone perfino una caricatura, quelle loro caratteristiche che prima arrivavano alla gente secondo le modalità mediate dallo schermo. Il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente. A questo proposito, ho tratto spunto da personali esperienze.
A teatro non ci si dovrebbe mai annoiare. Sono partito da questo per evitare che lo spettacolo fosse lento. Ho optato per un ritmo continuo, che non si ferma, anche durante il cambio delle scene. Qui c’è il merito di Luigi Ferrigno che si è inventato un gioco di movimenti con i tendaggi; anche le luci di Pasquale Mari fanno la loro parte, lo stesso per i costumi di Alessandro Lai, colorati e sgargianti.
Ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano. La piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce.

Un weekend carico di incredibili emozioni attende da stasera,  alle ore 21.00, il pubblico del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Si replicherà domani sabato 28,  sempre alle ore 21.00, e domenica 29 alle ore 17.30.

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