La Messina Bendata: la genesi

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La Sicilia è un’isola gravida di luoghi d’arte acclamati in ogni parte del mondo, e da ogni parte del mondo vengono a visitarli.  Di contro i suoi artisti, soprattutto quelli della Città dello Stretto, se non si trasferiscono al Nord, oppure se il loro nome non viene veicolato attraverso il passaparola, cadono nel dimenticatoio. Ma perché, qual è il motivo di quest’oblio?

A questa domanda ha tentato di dare una risposta l’artista messinese Lillo Scipilliti con la creazione della scultura intitolata La Messina Bendata, raffigurante a metà tra la gigantessa Mata e una sfinge che davanti agli occhi socchiusi ha un velo in trasparenza dal quale si vede la città di Messina. Una sorta di metafora di una città che non vede o non vuol vedere ciò che ha dinanzi agli occhi e di conseguenza la meritocrazia dei suoi figli.

La scultura in questione però non rappresenta solo la Città dello Stretto, ma tutte quelle realtà nelle quali alla meritocrazia non viene riconosciuto il giusto valore.

L’idea nasce da una riflessione sui giganti Mata e Grifone, le statue equestri, considerati i progenitori della Città di Messina, ma il progetto comincia a prendere forma quando durante una cena Scipilliti lo presenta al regista Salvo Grasso e alla giornalista Rosy Trapa, e insieme decidono di farne un docufilm, che a breve sarà reso noto al grande pubblico.

Un evento nato da Messina e dedicato a Messina e a quanti in esso si riconoscono, che si tratti di personaggi famosi o meno.

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