Malfa: al via la sessione autunnale della rassegna teatrale L’isola che c’è

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L’isola di Salina si prepara alla ripresa autunnale della stagione del Teatro comunale di Malfa, organizzata dalla Rete Latitudini in collaborazione con il Comune di Malfa. Per l’occasione si attende sull’isola l’arrivo della compagnia teatrale Maniaci d’Amore, con due eventi speciali.

 

Giovedì 13 e venerdì 14 ottobre, dalle 16:00 alle 20:00, la Sala Polifunzionale del Comune di Malfa ospiterà il laboratorio di scrittura autobiografica e storytelling “Il filo rosso” di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci

I partecipanti potranno cimentarsi nella stesura di una narrazione autobiografica, apprendendo le tecniche dello storytelling. Gli incontri saranno fucina creativa e gruppo focalizzato sull’empowerment, la conquista della consapevolezza di sè, delle proprie scelte e delle proprie azioni. 

È prevista una fase di restituzione biblioterapica, con letture mirate di alcuni maestri della letteratura, al fine di mettere in connessione le esperienze affettive individuali con quelle di grandi scrittori, che hanno saputo parlare di quel dolore o di quella gioia. I grandi autori – maestri nel comunicare il loro mondo interiore – mostrano quanto sia importante e salvifica la narrazione di sé. Pensiamo al racconto del lutto del poeta inglese Auden, alla centralità del ricordo nella “Recherche” di Proust, alla forza degli affetti narrata da Lalla Romano, alla gratitudine come valore supremo dichiarato dalla poetessa Szymborksa. 

 

Nell’ambito della rassegna teatrale L’Isola che c’è, sabato 15 ottobre alle ore 20.30 la Sala Polifunzionale ospiterà Il nostro Amore schifo”, spettacolo rivelazione dei Maniaci d’Amore, giunto a più di 140 repliche. Un’indagine dissacrante sul sentimento intricato della gioventù, sezionato e fatto a pezzi da due figli del nostro tempo, tanto ingenui quanto spietati. Una storia di non-amore durata decenni e condensata nel giro di un’ora, tra picchi di attimi sublimi e di cadute umilianti, che compongono una guida illustrata della prima esperienza sentimentale, letta come rito di passaggio obbligato prima di consacrarsi alla tiepidezza e alla stabilità dell’età adulta. Ogni scena è un’istantanea della loro parabola.   

 

 

Lo strumento che scatta è la comicità corrosiva, il lento svelarsi di quell’ironia atroce che è nascosta sotto ogni storia d’amore troppo chiassosa per essere pura. 

“Il folgorante Il nostro amore schifo è una storia d’amore convenzionale battuta al coltello dell’umorismo nero, cioraniano. Lui, un depresso smidollato aspirante poeta. Lei, innamorata della prim’ora ma non della seconda. Lei è per il ‘per sempre’, lui solo ‘per ora’, anche se poi le parti si invertiranno. Il risultato è una pièce di adorabile cinismo in cui si ride molto e ci si agghiaccia ancora di più.” (Camilla Tagliabue, Il Fatto Quotidiano)

Queste le premesse di uno spettacolo che saprà emozionare il pubblico oltre ogni dire regalandogli di tanto in tanto anche qualche spunto di riflessione.

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