Hotel Sarajevo inaugura il Festival del Documentario Visioni dal Mondo

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Torna al Teatro Litta di Milano il Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo diretto da Maurizio Nichetti e giunto all’ottava edizione. Ad inaugurare la kermesse questa sera, alle ore 20.45, sarà presentato fuori concorso “Hotel Sarajevo”, film documentario di Barbara Cupisti sull’assedio di Sarajevo e la guerra in Bosnia-Erzegovina. Saranno presenti la regista e il produttore Sandro Bartolozzi che introdurranno il film.

Prodotto da Sandro Bartolozzi, con la produzione esecutiva di Barbara Meleleo, il documentario ripercorre alcune delle vicende cruciali del conflitto nella ex-Jugoslavia, per raccontare le ferite di una guerra avvenuta nel cuore dell’Europa; un conflitto nel quale comunità che fino ad allora avevano convissuto pacificamente si ritrovarono coinvolte in crimini spietati. Eventi che trovano oggi delle analogie con il conflitto che sta sconvolgendo il cuore dell’Europa. Fino a qualche mese fa, si pensava che la guerra in Europa fosse ormai un lontano ricordo. Purtroppo, a trent’anni di distanza, la storia si ripete. La guerra è tornata in Europa e l’Ucraina è la vittima del nostro presente. Tra il 1991 e il 2001 una serie di conflitti armati e guerre civili hanno messo fine alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, dapprima con la guerra d’indipendenza slovena, proseguendo con quella croata, passando poi per la guerra in Bosnia, fino a quelle più tardive in Kosovo e nella Repubblica di Macedonia.

Così come avvenuto trent’anni fa, l’Hotel Holiday Inn di Sarajevo rappresenta il luogo del racconto della guerra. Nella città assediata, l’Holiday Inn fu la “casa” di molti corrispondenti stranieri e troupe televisive e un nodo cruciale del sistema di comunicazione verso l’esterno. Attraverso i tre protagonisti si confrontano tre generazioni: quella di Boba Lizdek, fixer che ci aiuta ad attraversare passato e presente, quella di Zoran Herceg, oggi artista e fumettista di fama, che durante la guerra era un giovane di appena quattordici anni costretto a fuggire all’estero con un convoglio della Croce Rossa, quella di Belmina, attuale executive manager dell’Holiday Inn che all’epoca del conflitto non era ancora nata e che oggi custodisce la memoria di quel luogo simbolo. Un viaggio tra passato e presente che esplora le ripercussioni di tanta violenza attraverso il ricordo dei tre personaggi impegnati nell’elaborazione del loro passato, nella speranza che si possa compiere un passo in avanti verso la costruzione di una società multietnica, che sappia valorizzare la diversità e solidarietà tra i popoli.

Un evento da non perdere  per riflettere insieme sulle sorti di un’insensata guerra che non avrebbe neanche dovuto iniziare.

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