Gaetano Colonna torna in libreria con il saggio Ucraina tra Russia e Occidente.

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Russia e Ucraina, una pace possibile? A questa domanda, condivisa in questo momento da tutto il mondo, che guarda all’evolversi del conflitto con apprensione, cerca di dare una risposta, il professor Gaetano Colonna, dottore di ricerca in storia antica e insegnante di storia nelle scuole superiori.  Nel libro Ucraina tra Russia e Occidente. Un’identità contesa” l’autore ripercorre gli eventi storici che hanno condotto allo scoppio del conflitto e descrive una possibile via per la pace. Adottando un  linguaggio semplice e studiando gli eventi con occhio super partes, Colonna ripropone la storia degli ultimi cento anni di relazioni fra Russia e Ucraina, due nazioni così unite dalle stesse radici culturali, ma in conflitto per differenti spinte politiche.

Il libro “Ucraina tra Russia e Occidente. Un’identità contesa” di Gaetano Colonna, edito da Edilibri e già alla seconda edizione,   si propone come una lettura lucida e spassionata della guerra in atto, che considera i popoli più che i governi,  per indicare la possibile risoluzione di una guerra violenta, anacronistica, inaccettabile e che non conviene a nessuno, Occidente compreso.

Uno “strumento di lavoro”, come lo ha definito il grande storico Franco Cardini, utile a comprendere gli accadimenti, smontando fake news alimentate dalla scarsa conoscenza della storia contemporanea e dall’ondata emotiva.

La pace è quindi possibile? Quando finirà il conflitto? Il ruolo della comunità internazionale è cruciale per agevolare tutto questo? Quanto incidono, oggi, posizioni politiche ed economiche dei Paesi occidentali nel favorire il processo di pace? E l’Italia potrebbe giocare ancora un ruolo decisivo come promotore del dialogo?

Sono queste le domande a cui l’autore cerca di rispondere, ponendo la storia come vera cronista, raccontando i fatti più recenti, gli assetti geopolitici stabiliti dopo la seconda Guerra mondiale e dopo la Guerra Fredda, le questioni energetiche, i rapporti tra Europa Occidentale/Nato/Usa degli ultimi decenni, e le repentine crisi emerse nel dialogo internazionale dopo la pandemia.

«L’identità nazionale di un popolo – spiega Colonna – anche nel caso dell’Ucraina è un fatto prima di tutto culturale e ideale, spirituale insomma, non politico. Se davvero si vuole la pace, Russia e Ucraina possono su questo terreno trovare un punto d’incontro, visti i loro forti legami linguistici, storici, artistici, religiosi. Concedendo invece sul piano politico la reciproca massima autonomia amministrativa e organizzativa nei territori oggi contesi. Così come cercando di favorire accordi chiari e stabili fra gli operatori economici, data la sostanziale complementarietà fra le economie dei due Paesi. Il ruolo di attori esterni non può che essere negativo qualora essi spingano l’Ucraina a schierarsi con l’Occidente in forte, evidente contrapposizione alla Russia. Anche l’Italia, che storicamente può vantare rapporti cordiali e legami culturali con entrambi i Paesi –  conclude l’autore  – potrebbe svolgere un ruolo importante per raggiungere la pace, se abbandonasse la rigidità che caratterizza la sua attuale politica».

Il dramma che l’Ucraina sta oggi affrontando – si legge – è connesso in profondità alla storia europea e al suo speciale rapporto con i popoli slavi, in primo luogo con la Russia. Il dramma ucraino è quello di un’identità contesa fra potenze che difendono la propria consolidata egemonia mondiale e potenze, come la Russia e la Cina, che vogliono affermare un proprio ruolo: un confronto davanti al quale l’Europa mostra tutta la propria fragilità. Il libro è quindi un’occasione anche per ripensare l’identità europea e la prospettiva unitaria del continente, superando logiche di potenza con cui si continuano a concepire i rapporti fra i popoli, per porre invece le condizioni per una pace giusta, in grado di risolvere un conflitto del tutto anacronistico, che mette a repentaglio non solo le vite di civili senza colpa, da entrambe le parti, ma anche il futuro dei popoli europei.

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