Finis coronat opus: il Simbolismo Vandelliano

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La potente forza espressiva che da sempre è stata riconosciuta alle sue opere ha fatto sì che critici di spropositata levatura, come Vittorio Sgarbi, riferissero del “fenomeno” Vandelli, non identificandolo con nessun simbolista, né presente né passato, ma riconoscendo all’artista un potere del tutto singolare. Un percorso artistico del tutto indipendente, che avrebbe presto consegnato il suo modo di fare arte ed il suo nome alla storia.

Quello riconosciuto a Marcello Vandelli è uno stile che sembra isolarsi per poi esser pronto subitaneamente a scardinare, uno stile motivato ma del tutto incontrollabile, che con determinazione sembra avere sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Non è Vandelli ad adeguarsi ad una corrente artistica ma è il simbolismo a trovare nella forza del racconto di Vandelli, valida argomentazione. Piegare una corrente artistica arrivando ad operarne una personalissima identificazione, non è un’impresa difficile. È  quasi impossibile. Eppure, oggi si parla di simbolismo Vandelliano con una disinvoltura che rende tutto magnificamente affascinante. Vandelli si impone e lo fa senza utilizzare parole, ma con l’unico mezzo capace di riservar stupore. Il colore. Vandelli non segue parametri, disconosce ogni rigido organigramma.  Marcello Vandelli mette in gioco la stoffa del vero fuoriclasse. E vince. Si, il Simbolismo Vandelliano vince.

Lo storico e critico d’arte Marco Grilli, nell’ammirare le sue opere dirà “ Quando si parla del Maestro Vandelli non ci si può esimere dal considerarlo un artista simbolista, sebbene il simbolismo Vandelliano vada interpretato in una chiave del tutto diversa da come siamo soliti fare. Il simbolismo è una corrente artistica e letteraria sorta in Francia e diffusasi in Europa sullo scorcio del XIX secolo, caratterizzata, in opposizione al realismo ed al naturalismo, dalla tendenza a non rappresentare fedelmente il mondo esteriore, ma a creare piuttosto il mondo della suggestione fantastica dei sogni mediante l’utilizzo di allusioni simboliche. Gli artisti ricorsero ad esso con il chiaro intento di superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico, cercando di trovare delle corrispondenze tra il mondo oggettivo e sensazioni del tutto soggettive.

Le opere che ne derivavano erano pertanto destinate ad un pubblico colto ma con Vandelli, la sapientia non basta, perché se di simbolismo Vandelliano vogliamo parlare dobbiamo aver bene in mente che questo trascende ogni canonica considerazione. A Vandelli piace osare e riesce a farlo libero da preconcetti e costrizioni tanto da ricorrere al simbolismo proprio per introdurre nelle sue opere la sua stessa figura. Ed è tutto questo a renderlo inconfondibile, riconoscibile tra centinaia di artisti del mondo contemporaneo, configurandolo come indimenticabile ed intramontabile genio del nostro tempo”.

La forza di Marcello Vandelli sta nel non indietreggiare, confermando tutti gli impegni che lo vedevano coinvolto, nonostante il Covid ed il fermo burocratico che sembra aver investito non solo l’ambito artistico ma anche tutte le attività correlate. E noi ci auguriamo che nonostante il momento, l’arte in ogni sua forma espressiva, possa avere sempre una voce, e perché no, anche una diversa storia da raccontare.

 

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