Su Prime Video I fiori del male, una storia ricca di passione e sotterfugi

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Da oggi su Prime Video il lungometraggio I Fiori del Male, diretto da Claver Salizzato (I giorni dell’amore e dell’odio – Cefalonia) e interpretato da Flora Vona nel triplice ruolo di tre donne in tre epoche diverse. Tra gli altri interpreti, Cristiano Priori, Donatella Pandimiglio, Prospero Richelmy, Graziano Scarabicchi e Francesco Castiglione. Il film, prodotto da Christian Vitale e scritto dal regista con Patrizia Pastagnesi, si avvale della direzione della fotografia di Matteo De Angelis, delle musiche di Marco Werba e del montaggio di Daniele Massa. La pellicola racconta tre ritratti di donne. Tre cortigiane, la cui storia si dipana dal Cinquecento al primo Novecento, realmente esistite ed entrate nella Storia, ma colte per un attimo fuori di essa.

Dentro un palazzo di antichi Signori, in una sala quasi completamente vuota (un tavolo-scrittoio, una chaise-longue, un letto a baldacchino, pochi oggetti di arredamento), i cui affreschi d’altra epoca cadono ormai a pezzi, esse – ognuna di esse – nel corso della propria storia cinematografica, incontrano alcuni personaggi della loro vita. Una galleria di storie e personaggi accomunati da un filo rosso: l’amore sacro e l’amor profano e l’impossibile conciliabilità fra essi. Il sesso e la carne o l’anima e lo spirito? Introdotte e presentate da un Maestro di Cerimonie, le protagoniste scopriranno che l’amore vero non può coniugarsi altro che con la castità della passione e/o della morte.

Tre ritratti di donne che hanno, nel bene e nel male, fortemente influenzato i costumi, gli amori, i rapporti interpersonali, della propria epoca e che hanno, di fatto, scritto la Storia. Il film è liberamente tratto dalla vita, gli amori e le passioni di Veronica Franco, poetessa e onorata cortigiana della Serenissima Repubblica di Venezia negli anni della sua più sfolgorante bellezza; Margherita Gautier, cocotte e ‘mantenuta’ nella Parigi in procinto di aprire i battenti all’età dell’oro della Belle Epoque, poi divenuta famosa come La dame aux camelias, cantata a più riprese da geni quali Alexandre Dumas figlio e Giuseppe Verdi. E, infine, Mata Hari (al secolo Margareta Geertruida Zelle), osannata ballerina di là e di qua dall’Atlantico, oltre che amante di teste coronate e sedicente spia, fucilata nonostante i gravi dubbi circa la sua effettiva colpevolezza.

Ancora una volta il cinema regala emozioni, tutte da vivere e dalle quale lasciarsi coinvolgere.

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