La IV° edizione de Il Cortile Teatro Festival giunge al termine

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Carullo-Minasi / Il castello di Sancio Panza (Messina) Due passi sono Selezione Scenario per Ustica regia, testi e interpretazione Giuseppe Carullo Cristiana Minasi

Il Cortile Teatro Festival giunge al termine e per salutare il suo pubblico, ringraziandolo ancora una volta per averlo sempre  sostenuto propone  grande capolavoro dal titolo Due passi sono della compagnia Carullo Minasi. La piéce, che andrà in scena martedì, alle ore 20.45, nel fantastico scenario del “cortile” settecentesco di palazzo Calapaj-D’Alcontres,  ritrova una sua straordinaria attualità in quest’epoca del post-lockdown dovuto al Covid 19.

Pensate alle parole di presentazione: «Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia».

Le scene e i costumi sono di Cinzia Muscolino, il disegno luci di Roberto Bonaventura, l’aiuto regia di Roberto Bitto. Produzione: Carullo-Minasi e Il Castello di Sancio Panza.

Giovedì, invece, alle ore 20.15, sarà  la volta di “Defragmentō – Suite in Cortile” con il sottotitolo “Composizione e movimento da molte a una e ritorno”, coreografato e interpretato da Gaia Gemelli per “DanzArte”, ultima performance site-specific in programma.

«Questa performance – dice Gemelli – è un discorso, una riflessione sulle moltitudini che l’essere umano contiene. Schegge di luce che abbiamo imparato a conoscere e ri-conoscere, frammenti, ricordi, emozioni sparse, senza più il conforto di una immagine certa e definita da uno sguardo esterno. Pezzi di un puzzle ribelle che ridisegna il suo destino».

Spettacoli questi che ancora una  volta sapranno regalare emozioni indimenticabili tutte da assaporare.

 

 

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