Max Gazzè scende in campo: “Sul palco anche per mille posti”

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L’arrivo del Covid – 19 ha stravolto la nostra routine  e la nostra vita sociale cosi come la conoscevamo. Per quasi due mesi il mondo intero ha vissuto, come sospeso in una bolla, la propria esistenza, osservando la natura riprendersi i propri spazi e programmando la ripartenza. A tal riguardo se c’è un settore che più di ogni altro ha sofferto e continua a soffrire per i provvedimenti adottati per limitare il contagio da Coronavirus, questo è sicuramente quello degli spettacoli dal vivo in generale, e della musica in particolare.

A parlarne è il cantautore romano Max Gazzè “Ero un musicista pieno di sogni nel cassetto quando nel 1994 ho conosciuto quel folle visionario di Francesco Barbaro e da allora Otr è diventata la mia seconda casa e la mia famiglia. In quasi 30 anni insieme abbiamo condiviso mille esperienze e idee. Oggi voglio che la sua battaglia per non fermare la musica diventi anche la mia” Max Gazzè affida ai social la sua idea sulla musica live della prossima estate e sposa la causa di Francesco Barbaro, dell’agenzia Otr che lo segue da anni, e di tutti gli indipendenti. “Ho deciso di rimandare di un paio di mesi la registrazione del nuovo disco, di rinunciare ai cachet standard dei grandi live per ridare la dignità del lavoro a chi è fermo. ‘Scendo in palco’ per ‘1000 posti’ a sedere insieme a coloro che da anni mi accompagnano e senza i quali non esisterebbero i concerti, dai musicisti allo staff che lavora dietro le quinte. Ripartiamo dopo i minuscoli locali degli inizi, i club, i teatri, l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla e i grandi festival, ripartiamo per far sì che questo piccolo spazio diventi una cosa grande per tutti. Non dimentichiamoci di quello che una musica può fare”..

Parole piene d’amore e piene di speranza quelle del cantautore romano che riconosce alla musica l’effetto benefico ampiamente distribuito in questi di isolamento forzato in cui ha pienamente  svolto  la  sua funzione di “collante” dimezzando le distanze  e facendoci sentire meno soli.

Da questa comunione di intenti nasce la speranza di poterci rivedere nel segno della musica e di tutto ciò che essa può fare.

 

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