Barcellona PG si tinge di giallo nel romanzo Delitti e Maestrale

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Dopo il successo del romanzo Scirocco e Zagara lo scrittore barcellonese Antonino Genovese torna in libreria con il romanzo dal titolo Delitti e Maestrale edito da Fratelli Frilli, secondo capitolo della storia che, ancora una volta, vede protagonista il maresciallo Gianluca Mariangelo.

Con un matrimonio fallito alle spalle e un cuore ancora sanguinante il maresciallo Mariangelo torna nella sua Barcellona Pozzo di Gotto per riprendere in mano le redini della sua vita buttandosi a capofitto nel lavoro, unico rimedio, a suo parere, per lenire ogni tipo di ferita.

Ad attenderlo il corpo senza vita di Marco Lopez, giovane rampollo di buona famiglia, che viene ritrovato nel vigneto da poco ereditato.  Unici due sospettati i fratelli, con i quali la vittima aveva da sempre un rapporto alquanto burrascoso. A questo primo omicidio ne segue un altro: stavolta la vittima è un travestito. Sembrerebbero due casi del tutto slegati tra loro, ma sarà davvero così?

Da quì prendono il via due indagini parallele che daranno vita ad un’escalation di colpì di scena che accompagneranno il lettore dalla prima all’ultima pagina.

A corollario di ciò le vicende personali dei personaggi secondari che, intrecciandosi con il filone principale ad un certo punto diventeranno comprimari.  Ogni personaggio è ben delineato nei suoi tratti essenziali, capaci, nonostante ciò, di farci entrare in empatia con ognuno di loro e comprenderne   appieno il dramma interiore che li affligge; così è possibile che il lettore, di tanto in tanto, si trovi a consolare un amico come Ettore costretto  a perdere il suo grande amore a causa di una dannata e implacabile malattia.

Oppure potrà capitare di arrabbiarsi e uscire fuori dalle righe nel vedere una vita distrutta dal gioco d’azzardo. Può succedere, sono i rischi nei quali s’inciampa quando, convinti di iniziare una lettura come tante, se ne rimane travolti. E dopo nulla sarà più come prima.

A fare da cornice alla storia una Barcellona Pozzo di Gotto immersa in un’atmosfera tetra e cupa, quasi fosse una città gotica.  Ogni strada, ogni anfratto nascondono ulteriori indizi per arrivare ad una verità tanto scomoda quanto inimmaginabile, come il vento di Maestrale quando spazza la monotonia di una calda serata estiva.

 

 

 

 

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