L’Uranio di Mussolini rapisce il pubblico di Barcellona P.G

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Storia, suspense e 509 appassionanti pagine che non danno tregua al lettore: sono questi gli elementi che caratterizzano L’uranio di Mussolini, thriller storico, scritto a quattro mani da Franco Forte e Vincenzo Vizzini  e pubblicato da Mondadori.

Presentato domenica scorsa al Parco Urbano Maggiore La Rosa di Barcellona Pozzo di Gotto i due autori, attraverso le sagaci domande dei giornalisti Cristina Saja e Nino Genovese, hanno portato il pubblico presente a fare un salto nel passato per tuffarsi nelle indagini di un omicidio. Un omicidio di non facile soluzione, che come una matrioska, nasconde una serie infinita di piccoli e grandi misteri, tutti connessi tra loro.

E cosi, Franco Forte, alias Franco Durante, e Vincenzo Vizzini, alias Vincenzo Ibla,  domenica scorsa, in un placido pomeriggio di fine estate, hanno creato una porta spazio/temporale che ha permesso ai presenti di partire per un viaggio a ritroso nel tempo, e come in una fiction, approdare nel ventennio fascista, dare corpo a Durante e Ibla  e approfondire, altresì la conoscenza di Rosetta. Rosetta è una figura femminile di grande spessore all’interno del romanzo; una co – protagonista che, molto più spesso di quanto si possa immaginare, ruba la scena ai due uomini, riuscendo a risolvere dei grossi enigmi.

Attraverso di lei il lettore conoscerà il ruolo della donna in quegli anni, le problematiche di carattere sociale cui spesso doveva far fronte, ma anche il coraggio di chi non si arrende di fronte alle convenzioni sociali e cerca in ogni modo di evolversi, riuscendoci brillantemente.

Un incontro denso di forti emozioni, dunque, come intenso è L’uranio di Mussolini, il romanzo a cui hanno dato vita.

 

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