Conversando con…Giovanni Mazzeo, il volto della libreria Gutenberg

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Il mese di maggio è ormai identificato come il mese dei libri, un periodo che partendo dal 23 aprile, giornata internazionale del libro, si estende a tutto il mese successivo. A maggio, infatti, fioriscono le nuove uscite editoriali, si concentrano le presentazioni dei libri ai quali si affiancano numerosi altri eventi ad essi legati.  In questo contesto si inserisce l’intervista a Giovanni Mazzeo, storico libraio di Barcellona Pozzo di Gotto, nonché proprietario della libreria Gutenberg, che della promozione della cultura ha fatto la sua missione.

La sua carriera inizia quarant’anni fa nella libreria AmicoLibro. Successivamente, una volta chiusa la libreria dai legittimi proprietari per trasferimento in altra città, dopo qualche anno nacque la Libreria Gutenberg. Sin dalla sua inaugurazione è stato subito chiaro che la libreria Gutenberg sarebbe diventata il centro culturale cittadino, e così è stato. A tal riguardo dobbiamo ricordare che a giugno 2022 Giovanni Mazzeo celebrerà due grandi eventi: i quarant’anni della sua attività da librario e  i vent’anni della libreria Gutenberg. Libreria indipendente, situata al centro della città, la libreria Gutenberg è un piccolo scrigno di tesori letterari, aperta a tutte le novità editoriali e agli autori emergenti.  Negli anni è andata incontro a varie difficoltà dovute anche all’avvento delle librerie online ma è sempre riuscita a superarle. Perché le librerie indipendenti sono così, delle vere combattenti. Ma lasciamo che a parlarcene sia lo stesso Giovanni Mazzeo.

Le librerie fisiche ormai convivono al fianco di quelle online. Cosa pensi di questa convivenza, credi sia possibile a fronte del repentino cambiamento sociale che stiamo attraversando?

Diciamo che per noi librerie indipendenti la situazione è un po’ critica dal momento che noi continuiamo a fare il nostro lavoro così come lo facevamo prima mentre quelle on-line sono più delle rivendite di libri dove tu puoi scegliere il volume che vuoi e se ti convince la scheda editoriale lo compri altrimenti no. Al contrario in libreria lo puoi sfogliare e sentire se realmente ti interessa. Per fortuna poi c’è stata la legge del governo che ha abolito i grossi sconti che facevano on-line impossibili per noi da praticare dal momento che per le librerie fisiche ci sono tante spese fisse da sostenere.

La libreria Gutenberg è il pilastro della città, la più antica di Barcellona Pozzo di Gotto. Com’è cambiato il volto della città dal punto di vista culturale, si legge di più o di meno?

Da questo punto di vista la città non è cambiata tantissimo…  qualche piccolo segno di cambiamento c’è stato, ma non è abbastanza. Bisognerebbe intervenire fin dalle scuole elementari: invitare i giovani a leggere, però qualche segnale positivo inizia ad esserci.

Esiste una ricetta in grado di incentivare la lettura tra le nuove generazioni?

Come dicevo prima, si deve intervenire sin da piccoli, e perché no, anche dalle scuole materne. Cominciare a far circolare dei libri anche tra i bambini piccolissimi, perché  nonostante non possano ancora leggere,  ciò crea curiosità e questo è importantissimo per continuare poi da grandi a coltivare  il piacere della lettura.

Quale libro consiglieresti per superare il passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza?

Io consiglio sempre di iniziare dai classici, classici dell’infanzia, classici per ragazzi. I classici perché sono importantissimi per continuare a coltivare la passione per la lettura.

Un libraio non vende soltanto libri, ma è anche un perfetto conoscitore dell’animo umano. Nella tua lunga carriera ti è mai capitato di consigliare un libro a cui il cliente non aveva mai neppure pensato?

È vero la libreria non vende soltanto libri, non è soltanto un polo culturale ma, a parer mio, riveste anche un ruolo sociale. A questo riguardo ricordo dei casi emblematici per la loro particolarità, entrambi avvenuti molti anni fa. Il primo riguarda giovane affetto da una patologia grave in cerca di un libro che potesse offrirgli una formazione di base, probabilmente incentrato sulla sua problematica.  Io gli ho consigliato di iniziare delle basi e approfondire gradualmente.  Diverso è il caso di un uomo che mi ha chiesto di confezionare i libri che stava comprando affinché non venisse scoperta la sua passione per la lettura. Ecco, da queste situazioni si capisce che c’è ancora tanto lavorare, tanta strada da fare.

Tu da libraio conosci i gusti letterari del tuo pubblico. Ma qual è il tuo libro preferito e il tuo autore preferito?

Il mio punto di partenza resta sempre Pier Paolo Pasolini. Pasolini per me resta un grande della letteratura italiana; ogni tanto quando entra qualcuno in libreria, specialmente se si tratta di giovani, in cerca di un testo di Pasolini, mi viene da pensare che si può ancora ben sperare. Pasolini ha saputo anticipare e interpretare la realtà che stiamo vivendo per cui ancora oggi i suoi libri risultano attuali.

E, infine, se dovessi attribuire un colore alla tua professione quale sarebbe e perché?

Un colore dici? Forse l’azzurro.  L’azzurro è il colore del cielo, e mi fa ben sperare per il futuro.

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