Al Los Angeles-Italia Film Fashion and Art Festival il doc su Alberto Spadolini

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Oggi  ha preso il via la 16° edizione del Los Angeles-Italia Film Fashion and Art Festival, che fino al 24 aprile  darà vita ad un’atmosfera densa di una grande varietà di pellicole fonte di infinite emozioni.  Tra queste spicca anche il documentario dedicato ad Alberto Spadolini, dal titolo “Spadò il danzatore nudo”.

Alberto Spadolini fu l’artista più eclettico del XX secolo. Originario di Ancona, a dodici anni  si trasferisce a Roma. Negli anni ’20 collabora, in qualità di aiuto-scenografo, col “Teatro degli Indipendenti”, diretto da Anton Giulio Bragaglia, luogo di riferimento della avanguardie artistiche italiane. E’ allievo di Giorgio De Chirico, conosce artisti ed intellettuali come Alberto Moravia e Ivo Pannaggi, insieme a numerosi esponenti del Movimento Futurista. In qualità di attore debutta nella commedia Scalari e Vettori di Umberto Barbaro (1928), per la regia di Anton Giulio e Carlo Ludovico Bragaglia.

Successivamente opera come decoratore presso il Vittoriale degli Italiani, ove si lega d’amicizia con Gabriele D’Annunzio. Dotato di una straordinaria bellezza e di grande personalità, negli anni ’30 Spadolini si trasferisce a Parigi dove si fa conoscere come pittore, danzatore, attore e coreografo. Sarà anche scultore, cantante , illustratore, sceneggiatore e regista di  documentari, restauratoregiornalistapoeta, e persino agente segreto.

In Francia Spadolini ha una tempestosa storia d’amore con Joséphine Baker. I due artisti hanno molti punti in comune: un’infanzia segnata dalla sofferenza e dalla povertà; emigrati in Francia, senza aver mai studiato nelle Accademie, diventano celebri danzatori; rivoluzionano la scena parigina con una ventata di novità; operano nella Resistenza anti-nazista nel corso della Seconda Guerra Mondiale; per tutta la vita si battono contro la segregazione razziale. Secondo alcune testimonianze Spadolini continua nel dopoguerra la sua attività di spionaggio a favore dei servizi segreti occidentali.

Nei suoi dipinti sono visibili numerosi riferimenti alla danza, all’esoterismo e alla sua terra natale: spesso appaiono infatti Ancona, il Monte ConeroFermoPorto San Giorgio ed altre località marchigiane. Il Granduca Alex Wolfson sosterrà la tesi secondo cui alcuni di questi dipinti, ricchi di simboli misteriosi, conterrebbero un codice segreto col quale Spadolini forniva alla Resistenza informazioni sulle attività dei nazisti [1].

Negli anni ’60 Alberto Spadolini restaura il night-club del Grand Hotel di Rimini ed inaugura un Atelier a Riccione [2]. Continuerà fino all’ultimo ad esporre i suoi dipinti in tutto il mondo (l’ultima mostra si tiene a Stoccolma il 12 maggio 1972).

Giovedì  22,  alle ore 17.00, il documentario  sarà proiettato su MyMovies.it.

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