Il 31 dicembre è da sempre un giorno di transizione, un ponte che unisce il vecchio e il nuovo, il passato e il futuro. Un passato che spesso continua nel futuro, un po’ perché negli anni ha messo le radici nella nostra vita, un po’ perché niente svanisce davvero.
Ognuno ha un suo racconto, parafrasando una canzone di Red Canzian, partecipante a un San Remo di qualche anno fa, ognuno di noi è custode inconsapevole di una storia, un racconto che spesso si intreccia con quello di altri e ancor di più con quello della propria città.
È questo il caso di Giovanni Mazzeo, proprietario della libreria Gutenberg, nonché volto e simbolo della cultura nella Città del Longano.
Un uomo che si è cibato di cultura sin dagli esordi della sua attività, iniziata con la Libreria AmicoLibro e poi culminata con la nascita della Libreria Gutenberg.

Un percorso il suo che ha accompagnato intere generazioni di ragazzi, guidandoli nell’avvicinamento alla lettura. In quel piccolo scrigno che porta il nome di libreria Gutenberg per anni si è concentrato l’immenso tesoro del sapere e della conoscenza.
Un tesoro che adesso rischia di scomparire con la chiusura della libreria, complice la tremenda crisi che da qualche anno a questa parte si sta abbattendo su edicole e librerie indipendenti.
E se davvero il 31 dicembre è quella data magica in cui il passato si incontra con il futuro allora facciamo sì che ci sia ancora un futuro per la storica libreria Gutenberg di Giovanni Mazzeo, patrimonio inestimabile della Città del Longano.
Perché quando una libreria chiude non si assiste soltanto alla chiusura di un’attività ma anche e soprattutto alla morte culturale di un intero paese.





























