Qualsiasi presentazione, che si tratti di un libro o che si tratti di un’opera d’arte è sempre un salto nel buio, ma alle volte sono questi salti che ci mostrano il nuovo percorso della nostra vita.
Lo sa bene l’artista Vito Natoli che sabato scorso, presso il santuario di Sant’Antonino di Padova a Barcellona Pozzo di Gotto, ha presentato la sua ultima fatica letteraria dal titolo Arte passeggera, ricevendo un largo consenso di pubblico.
Dinanzi ai presenti l’opera è stata analizzata in ogni suo risvolto, in ogni sua piega, in ogni suo significato iniziando ogni volta un viaggio diverso. Un viaggio nella psiche grazie allo psicologo e pedagogista Nicolò Schepis che ha portato in luce il messaggio nascosto dietro ogni frase, dietro ogni racconto; un viaggio artistico grazie all’architetto Giovanni Pantano che ha evidenziato nei quadri esposti tecniche e messaggi dell’artista non visibili ad occhio nudo; e infine, un viaggio narrativo ad opera della giornalista Antonella Saia.
Tenendo conto di ciò Arte passeggera è un’opera che si può leggere a più livelli e nella quale il lettore può ritrovare sempre se stesso.
Arte passeggera è un’opera che vuole far riflettere senza angosciare ed emozionare senza trafiggere portando in luce solo le emozioni più belle, quelle che fanno vibrare l’arte, la vita, la cultura.
L’evento è stato moderato dal Prof Tindaro Natoli ed e stato impreziosito dalla musica del Maestro Martina Genovese.






























