Resistenza Teatro Festival: la pièce Col sudore della fronte in scena alla Casa Museo Cervi

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La Compagnia dell’Arpa sbarca al Resistenza Teatro Festival 2026 che si terrà alla Casa Museo Cervi, una delle rassegne nazionali attente al teatro civile e di narrazione, portando in scena la pièce dal titolo “Col sudore della fronte. Canto del lavoro e della libertà”, in programma giovedì 16 luglio alle 21.30, nella quale risplende la Sicilia del coraggio e della libertà.

Dopo le tappe siciliane di Calascibetta, Milazzo, Villarosa ed Enna, il monologo-verità scritto e prodotto dalla Compagnia dell’Arpa arriva dunque in Emilia-Romagna, in un luogo simbolo della memoria antifascista italiana, inserendosi nel cartellone della 25esima edizione del Resistenza Teatro Festival.

Lo spettacolo, scritto da Mariangela Vacanti diretto da Filippa Ilardo, nasce da una lunga e accurata ricerca di documenti, archivi e testimonianze condotta dalla giornalista siciliana.

In scena prende forma il racconto di una Sicilia ferita, ma capace di reagire: una terra segnata dalla violenza mafiosa, dalla paura e dal silenzio, che ha trovato nella ribellione al racket e nella scelta della legalità un nuovo linguaggio collettivo.

Al centro della narrazione c’è la storia di Barcellona Pozzo di Gotto, territorio per anni attraversato da intimidazioni, omicidi e condizionamenti mafiosi, ma anche luogo di un importante risveglio civile. Le denunce degli imprenditori, le fiaccolate antimafia, i lenzuoli bianchi esposti alle finestre diventano simboli di una comunità che ha scelto di rompere l’isolamento e riconquistare la propria libertà.

Sul palco Ivan Bertolami interpreta un racconto intenso e personale, accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo dal cantautore Antonio Smiriglia. La voce del protagonista dà vita alle vicende di imprenditori, magistrati, giornalisti e professionisti siciliani che hanno difeso il diritto al lavoro e alla legalità, pagando spesso un prezzo altissimo fatto di minacce, solitudine e sacrifici.

Costituzione italiana e canti popolari siciliani si incontrano in un percorso teatrale che restituisce valore alla memoria e al lavoro come strumenti di dignità e libertà. «È un canto civile sull’importanza di mangiare con serenità il pane guadagnato col sudore della propria fronte – spiega la regista Filippa Ilardo – e che mette al centro il senso profondo del primo articolo della nostra Costituzione, il diritto di lavorare senza paura». La regia è volutamente costruita con un linguaggio essenziale, affidato alla forza della parola, dei simboli e del ritmo, lasciando che siano le storie e le testimonianze a emergere senza sovrastrutture.

Completano il gruppo creativo, le scene di Claudio Castagna, il disegno luci di Roberto Ragusa, l’assistenza alla regia di Elisa Di Dio e i costumi di Luca Manuli.
Con la partecipazione al Resistenza Teatro Festival, la Compagnia dell’Arpa porta fuori dai confini regionali un teatro di impegno e memoria, confermando la capacità del Sud di raccontare le proprie ferite e, soprattutto, le proprie possibilità di riscatto.

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