Il ballerino Danilo Smedile chiude la XIV° edizione di Cortile Teatro Festival

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Cortile Teatro Festival si avvia alle ultime battute. A chiudere la XIV° edizione della kermesse teatrale, diretta da Roberto Zorn Bonaventura, sarà il danzatore Danilo Smedile, che venerdì, alle ore 18.00 si esibirà nello splendido scenario della Tenuta Rasocolmo.

La performance dal titolo “Atto di resistenza”, è liberamente ispirato alla novella di Giovanni Verga “Rosso Malpelo”: progetto, coreografia e performance di Danilo Smedile, video di Claudio Pizzati, produzione di Art Garage, con il sostegno di Vento di Scirocco.

Non si può fare a meno di notare come il titolo della performance appaia emblematica di questa edizione della rassegna teatrale messinese, che mai come questa volta ha corso il rischio di dover rinunciare a esserci.

«L’emersione dalla massa – spiega Smedile –  è vista come tratto distintivo, segno di valore e necessità di tratteggiare la propria unicità. Emergere è un atto di sopravvivenza, fuga dal senso di inadeguatezza, dal rischio dell’emarginazione. Un corpo diviso tra la necessità di sentirsi parte di qualcosa e il bisogno di estraniarsi.

È il destino dei Malpelo: guardare a un mondo migliore contro l’inesorabilità del presente, tornare a sentire il peso del reale. La forza, il lavoro, la fatica di farsi spazio attraverso la rena rossa, materia che si accumula e ci limita.  L’atto di scavare è processo di redenzione o tentativo di riparo».

«”Rosso” – aggiunge – incorpora i colori della discriminazione e l’attitudine a sentirsi incluso.  Il colore è metafora di un conflitto, un corpo a corpo tra la paura di sentirsi giudicati e la volontà di esprimersi senza alcun timore. “Rosso” è una lotta interna, continua, forte e coerente. Il corpo agisce come un archivio vivente: assorbe, registra, restituisce ciò che attraversa.

La performance mette in scena una relazione dinamica tra presenza e immagine, spostamento e ascolto, e propone un’esperienza che invita a sostare nello smarrimento».

Chi è Danilo Smedile? Lo chiarisce lui stesso: «Sono un artista freelance, nato a Messina, dove mi sono inizialmente formato, e ora ho base a Parma. Finite le superiori ho avuto modo di lavorare a un progetto con Micha Van Hoecke, nel Teatro Vittorio Emanuele di Messina e subito dopo ho iniziato la formazione al MoDem della Compagnia Zappalà Danza. Ho partecipato alla Biennale College a Venezia nel 2017, con un focus su Forsythe con cinque danzatori della compagnia. Durante questa Masterclass ci siamo concentrati sul corpo attraverso pratiche, tra le altre, di Authentic Movement guidate da Judith Koltai, mentre con il coreografo canadese Benoît Lachambre abbiamo realizzato due creazioni, sempre in Biennale. Loris Petrillo è stato un altro mio formatore e poi ho lavorato con compagnie e artisti, tra cui: Fabrizio Favale, Monica Casadei di Artemis Danza, Francesca Selva, Salvatore Romania, la Compagnia XL Dance Company, Giuseppe Muscarello. Nel 2020 ho iniziato a presentare progetti personali, creando all’interno di un festival un primo lavoro, “Incontro”, che poi ha debuttato a Parma in una rassegna organizzata da Artemis Danza. Il primo passo definito è stato “Rosso”, iniziato nel 2022 e da lì ho continuato a lavorare con altre compagnie e ho seguito corsi con Ater Balletto (percorso Next Generation Choreographers – Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto), “I corpi e le voci della danza” di Cronopios, “L’arboreto” – Teatro Dimora e Cantieri Danza). Intanto ho anche avviato una collaborazione con la compagnia di danza verticale “Il Posto” di Wanda Moretti a Venezia».

Queste le premesse di uno spettacolo che chiuderà la kermesse nel segno della passione e dell’emozione, elementi imprescindibili dell’arte.

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