Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’opportunità di intervistare l’attore Antonio Fermi, reduce dal successo dello spettacolo dal titolo Monologando andato in scena lo scorso 18 ottobre presso la sede dell’associazione teatrale Vaudeville di Messina.
Quando hai capito che volevi fare l’attore?
Ho sempre sentito l’esigenza di comunicare delle emozioni. Da piccolo volevo fare il cantante. Poi ho scoperto la recitazione frequentando un corso di dizione. E mi si è aperto un mondo…
Quale dei personaggi che hai interpretato ti è rimasto cucito addosso? E perché?
Il conte Valmont personaggio dell’opera teatrale “Quartett” di Heiner Muller. Ho fatto una mia produzione teatrale dal titolo “L’amore è forte come la morte”, tratta appunto da “Quartett”. Mi affascina questo personaggio dandy e profondamente trasgressivo. Ma interiormente fragile e insicuro.
Cinema o teatro cosa preferisci?
Il teatro è sicuramente molto impegnativo, e serve una memoria di ferro. Quando ho uno spettacolo da fare io studio giorno e notte. Chissà, con il tempo magari passerò al cinema.
Quale è il ruolo che sogni d’interpretare?
Dorian Gray di Oscar Wilde. Mi piacerebbe fare un mio adattamento teatrale; La giovinezza eterna in un quadro.
E infine, quali sono i tuoi progetti futuri?
Intanto portare in giro il mio ultimo spettacolo “Monologando” con Daniela Conti e Cristina Bringheli. Poi ho in mente una trilogia teatrale con tre corti che hanno un unico filo conduttore: L’amore





























