Il Giardino di Salva, adiacente al Museo Epicentro, si arricchisce di una nuova opera scultorea in pietra realizzata dallo scultore Nino Abbate, che sarà presentata ufficialmente al pubblico domenica 7 dicembre alle ore 18. 00.
L’artista racconta la sua “Residenza d’Artista” che si è svolta dal 15 ottobre al 15 novembre 2025 nel Giardino di Salva, creato insieme alla sua compagna d’arte Salva Mostaccio nel 2018. Nel corso della sua” Residenza” ha sviluppato un lavoro di ricerca sul linguaggio scultoreo, minimale e primitivo, senza però dimenticare il pensiero visionario che rappresenta una centralità dell’opera che definisce come una “Architettura della forma”.
Non è stata una Residenza organizzata da un Ente Pubblico, ma una “Residenza nella Residenza”, perché vive da sempre in quei luoghi, liberando la fantasia creativa senza temi preordinati, ma alla ricerca e conoscenza del suo pensiero visionario. Senza alcun disegno preparatorio scavando la pietra, giorno dopo giorno, fino a trovare una figura femminile che ha chiamato “Galla”, in riferimento ad un luogo letto su una carta topografica del 1600 che riportava testualmente la dizione “Abazia di Galla”, individuando lo stesso luogo che nel tempo è divenuto il Monastero Santa Maria di Gala. Un errore nel trascrivere il nome proprio di quel luogo?
Non convinto della maldestra trascrizione, Nino Abbate si è inventato una storia dentro la storia già nota di Gala, che narra di una Nobildonna figlia di ricchi commercianti di agrumi vissuta nel 1400, in un terreno attiguo alla nota Abazia. Una donna siciliana timida ma forte, di poche parole e comportamenti severi; una possente presenza corporea le dava autorevolezza.
Nascondeva però un difetto non immediatamente visibile che la rendeva inquieta. Il suo seno, che oltre ad essere prosperoso era deforme, motivo per cui non prese mai marito, certamente per eccesso di pudore, forse vergogna.
Il nome dell’Abazia Galla, è possibile che derivi dalla sua vita realmente vissuta. La sua posizione sociale le permetteva di essere una generosa benefattrice, donatrice dei suoi beni, per cui ognuno cercava di trarne profitto, adulandola, sperando nella sua ricchezza. Galla, era comunque donna astuta, amava molto gli animali, in particolare i gatti siamesi, felini liberi per natura, che lei riusciva ad addomesticare a sua protezione. Li lanciava contro i suoi nemici indirizzando il suo caduceo in ferro, simbolo di potenza e difesa della sua persona insieme a scaglie di ossidiana provenienti dalle vulcaniche isole Eolie che potevano essere letali.
La storia, oltre ad essere “affabulata” attraverso le parole, è rappresentata nella scultura, frutto della Residenza d’Artista, ideata a partire da una pietra di Montalbano Elicona che da anni era in attesa di prendere forma, a difesa del Giardino e testimone delle sue bellezze. Non ci poteva essere figura più adatta agli spazi esterni del Museo Epicentro dopo il Guerriero che viene dal mare che si mostra sempre in guardia pronto a difendere gli spazi espositivi interni. Nella produzione scultorea Abbate ha assecondato la forma primaria della pietra originale che si è rivelata nella creazione di Galla, la fantasiosa Nobildonna di Gala. Gala, tradotto in greco significa latte, forse un riferimento a Galla? L’antica Gala, luogo di tante invasioni straniere a partire da epoche remote anche avanti Cristo oggi ha una nuova protettrice: Galla, Nobildonna di Gala.
Oltre allo stesso Abbate all’evento prenderà parte anche l’Architetto Andrea Cristelli, fondatore della Galleria Progetto Città, che deluciderà sul significato della scultura e del suo luogo. Per l’occasione sarà proiettato un filmato realizzato dal Videoartista Gianluca Abbate, durante la realizzazione dell’opera che valorizza i luoghi della cultura di Gala, eletti dal Ministero dei Beni culturali nel 2022 tra i “Luoghi del Contemporaneo” in Italia.































