Parco Archeologico Palmintelli. La grande menzogna continua il suo viaggio

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Continua il viaggio de  “La Grande Menzogna”, spettacolo di Claudio Fava interpretato da David Coco e prodotto da Nutrimenti Terrestri, che domani, alle ore 21.00, andrà in scena al Parco Archeologico Palmintelli, nel cuore di Caltanissetta.

Dopo il debutto dello scorso luglio al Tindari Festival e la successiva tappa messinese al Cortile Teatro Festival, i fatti, le contraddizioni e i misteri che ruotano attorno al depistaggio Borsellino giungono nel nisseno,   un luogo particolarmente simbolico.

Il Parco Archeologico Palmintelli è, infatti, sito accanto al Tribunale di Caltanissetta, luogo in cui si è svolto il processo relativo al depistaggio che seguì la strage di via D’Amelio. All’evento – organizzato dal Comune di Caltanissetta in collaborazione con l’Ente Parchi di Gela – saranno presenti Sua Eccellenza il Prefetto Chiara Armenia, il Questore Pinuccia Albertina Agnello, il Comandante di Carabinieri Vincenzo Pascale, il Comandante della Guardia di Finanza Stefano Gesuelli, la Soprintendente Daniela Vullo, il Sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino e la sua Giunta. Sono previsti due momenti distinti e complementari: si partirà alle 21.00 con un’intervista a Claudio Fava a cura della giornalista TGS Ivana Baiunco e, a seguire, la messa in scena de “La grande menzogna” che vede Fava firmare anche la sua prima regia teatrale.

La pièce indaga il clamoroso furto di verità subito dall’Italia dopo la morte di Paolo Borsellino. Protagonista è lui, il giudice palermitano ucciso nell’attentato di via D’Amelio nel ’92, raccontato non più – com’è sempre accaduto – nel momento della solitudine e della morte ma nella condizione risolta di chi non c’è più. E può dire, indicare, pretendere.

In scena David Coco, eccellente attore siciliano che ha già lavorato più volte su testi teatrali di Fava, da “Il Mio Nome è Caino”, “Lavori in Corso” e “Il Giuramento”, tutti con la regia di Ninni Bruschetta, fino al più recente “Centoventisei” di Fava ed Abbate per la regia di Livia Gionfrida.

“La grande menzogna” racconta “diciassette anni di inganni, di indagini balorde, di processi viziati, di innocenti condannati all’ergastolo” ma non vuole essere un’invettiva contro Cosa Nostra e i manovali mafiosi: Borsellino questa volta accusa il “pubblico dei vivi”, la liturgia delle commemorazioni: “…io sono diventato il vostro atto di fede, il vostro amuleto…  – afferma Borsellino sulla scena – e intanto non vi siete accorti di nulla”.

Un appuntamento  da non mancare perché la verità ha bisogno di viaggiare su più terreni per raggiugere il suo scopo.

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