La bambina e il nazista, un romanzo nel quale bene e male si confondono

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Disarmante, crudele, struggente: sono questi gli aggettivi che più di ogni altro identificano e caratterizzano il romanzo dal titolo La bambina e il nazista, scritto a quattro mani dagli scrittori Franco Forte e Scilla Bonfiglioli, ed edito da Mondadori.

Presentata dallo stesso Franco Forte, lo scorso 6 settembre a Barcellona Pozzo di Gotto, insieme  ai giornalisti Cristina Saja e Nino Genovese,  l’opera, ambientata nella Germania del 1943, racconta  la storia di Hans Haegel, tenente tedesco al servizio dell’armata militare tedesca. Il tenente Haegel è un uomo tranquillo. Svolge mansioni di smaltimento documenti, lavoro che gli consente di estraniarsi dalle brutture della guerra e vivere serenamente la vita familiare. Ma la sua serenità ha fine nel momento in cui, la sua bambina, la sua piccola Hanne muore a causa della tubercolosi e, parallelamente  lui viene trasferito nel campo di stermino di Sobiborn, l’anticamera dell’inferno. Sul treno per Sobiborn incontra Leah, una bambina che somiglia in modo impressionante alla sua Hanne. Da quel momento in poi la loro vita sarà legata a doppio filo e inizierà per il tenente Haegel una folle corsa contro il tempo, pur di salvare la vita della piccola Leah/Hanne.

Ancora una volta si parla di nazismo in tutte le sue più agghiaccianti sfumature, ma l’opera presenta una grande novità. Per la prima volta la storia viene raccontata attraverso il punto di vista di un nazista alias carnefice. Vengono messe in evidenza tutte le più intime paure di quei protagonisti che pur ricoprendo un ruolo negativo riscoprono di avere una coscienza.  Anche nel più buio dei mondi nulla è mai come sembra.

Nel suo lungo viaggio Hans scoprirà al suo fianco tanti angeli travestiti da demoni, che al contrario di lui non hanno nessuna ragione per continuare a vivere.

L’opera non rappresenta soltanto una lettura ma un’esperienza di vita. Attraverso la storia di Hans Haegel, il lettore riscoprirà una grande verità, troppo spesso dimenticata. Anche quando tutto sembra perduto c’è sempre una speranza ed è lei che guida la nostra vita al di sopra di ogni cosa, guidando l’uomo ad andare controcorrente, anche quando la sua strada è costellata di vicoli ciechi.

Pagina dopo pagina il lettore verrà risucchiato nella vita del tenente Haegel; piangerà con lui, si indignerà nei confronti di una guerra ignobile che si erge a giudice e giuria, e infine spererà nel miraggio, per molti ma non per lui, di una nuova vita. Perché anche dopo la notte più buia sorge sempre il sole.

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